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Simone

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Diario di un nomade in cerca di se stesso

Chiunque dovesse incontrarlo è pregato di informarmi...
18 febbraio

Cuore di mamma

Delle volte scopri all'improvviso che chi ti sta vicino è molto più di quanto non voglia dimostrare, che la sua facciata dura ed indistruttibile nasconde un animo dolce e fragile. Delle volte hai le conferme di ciò che hai sempre sospettato, che quell'amica ha un cuore grande e tanti sentimenti. Un cuore per gli amici, uno per la famiglia, uno per i colleghi ed uno per i conoscenti.... ed altre volte infine, come in questa occasione, ti rendi conto che il più grande è il cuore di mamma.
Quanto segue è suo e visto che è sbadata mi limito a conservarlo tra queste pagine dove potrà sempre ritrovarlo:
 
 
"Ho fotografato nella pellicola della memoria
la fotografia di un dolore
che nessun lasso temporale
potrà mai ingiallire o cancellare
 
Io che ti guardo scivolare via
lungo una gelida corsia
mentre cadi addormentato di
un sonno ormai ammalato
 
E chissà se in quegli istanti
tra le voci sempre più distanti
ti sei chiesto perchè la tua mamma
non ti abbia cantato la ninna nanna"
 
24 luglio

Como bianca

Como. Notte bianca. Serata in cui musica, colori e persone si fondono tutte insieme e tenatano di non pensare a ciò che li tormenta durante quel lun-ven dalle 9.00 alle 18.00 più 1 ora pausa pranzo. Serata in cui è bello camminare osservando il riflesso delle luci sull'acqua e pensare che per stasera nulla potrà infastidirti.
Tanta musica in giro, revival anni '80, quelli di Flash Dance e degli Europe, dei '90 quelli dei cantautori italiani che nessuno ricorda più, e sopratutto dei mitici '70 dove la musica era una chitarra, meglio se elettrica, basso e batteria e legno tutto intorno, dove l'elettronica era solo nelle radio che diffondevano Jimi Hendrix e ci regalavano le psichedelice emozioni dei Pink Floyd.
Como, notte bianca. Non sarà questa l'occasione per far riunire i Police o i primi Toto, ma senz'altro in giro di gente che suona pezzi da mi-tolgo-il-cappello ce n'è tanta. E allora volete spiegarmi che cazzo ci fanno tutti quei ragazzini a ballare lo sballo per la strada all'incalzare di un PunZ-PunZ inesorabile e senz'anima?! Dove si suonano i Jetro Tull non c'è quasi più nessuno e la musica è appena percepibile sommersa dal tamarro Unz-Unz cugino diretto di Punz, nipote di Tump e figlio di una gran puttana...
Cosa cazzo vi ballate con quella Red Bull in mano come uno scettro mentre i vostri cappellini da baseball vi fanno il verso in testa. Ma non vi accorgete che persino i vostri pantaloni si vergognanao a stravi addosso e tentano di scappar via lasciandovi in mutande? Non raccontatemi che è la moda, piuttosto è la Lee, quella che la musica country ce l'ha nelle fibre, quella che quando leggi l'etichetta per il lavaggio trovi scritto "lavare a 30° con Jimmie Rodgers in sottofondo", che si rifiuta di starvi addosso, Tunzettari delle mie Bose. A pochi metri da voi stanno suonando gli Eart Wind & Fire, parole che nemmeno il più loquace e veloce rapper riuscirà mai a dire in un intero album, sentimenti che non usciranno mai da nessun stramaledetto woofer.
Amico tunz, la musica ce l'hai dentro, la conosci e sai cosa può darti. Non avere paura di versare qualche lacrima durante un assolo di chitarra, questo non fa di te una checca e se vuoi saperlo ti aiuta persino con le donne; ne ho versate di lacrime quando John Petrucci mi ricordava che "il rumore che senti è il frantumarsi degli 'hollow years' ".
Sai chi è Bob Marley? No, testa pulsante di bassi, non è l'inventore della canna, ma il creatore di quella cosa che ti fa volare più di qualunque droga, di quella musica che ti porta a muoverti senza controllo e inibizione, di quelle frasi confessate fra una percussione di timbales ed uno slap di basso.

Como, notte bianca, notte di musica, di un pò di magia. Tornatene a casa ora, la cassa ha smesso di pulsare, la Nastro Azzurro è stata svuotata da un marciapiede al posto tuo, torna pure a zig-zagare il tuo alcolico passetto dei Doors sentendoti ad ogni passo sempre più svuotato, sempre più senza un perchè con la testa che vuole capire ed il cuore che rinuncia a spiegare, vuoto, solo... persino il tuo fidato Punz non risuona più nelle orecchie, non senti freddo e non hai caldo, non hai emozioni, che storia è questa? Ed allora ti fermi, prendi fiato e cerchi di capire. Un goccio. Si, ti ci vuole l'ultimo goccio prima di tornare, così chiudiamo in bellezza. C'è un posto lì in fondo con dei suoni che conciliano ad antrare. Bussa prima. Di lato un uomo solo con una chitarra in braccio su uno sgabello suona e parla di gente che bussa alle porte del paradiso... ma senza microfoni, senza distorsioni e senza corrente. Ma come può avveniree questo mracolo? Qualcosa in te si risveglia a darti tutte le spiegazioni del caso e senti stranamente battere un Punz tutto nuovo provenire da qualcosa di sconosciuto. Ma dove diavolo hanno nascosto le casse? Eppure il punz aumenta, è chiaro, forte, intelleggibile e batte seguendo quell'uomo con la chitarra. Pulsa e suona, suona e cresce, cresce ed emoziona e la voce ora arriva chiara fondendosi con quel pulsare e quelle note tutto intorno... Amico mio, quello che stai ascoltando è Bob Dylan e la canzone è "Knocking on the Heavens Door", ma quello che senti battere, il punz nel tuo petto, è solo il tuo cuore che urla: "Finalmente!"

port 80

Mi sono rotto le palle dei firewall e delle aziende che non ti fanno navigare liberamente su internet, dei proxy aziendali e dei filtri antispam... mi sono stufato di configurare e sconfigurare migliaia di volte le mie impostazioni di rete in funzione di dove mi trovo e poi non poter nemmeno scaricare lo spam e filtrare la posta (un pò come avviene già in TV, cerchi di seguire un film fra tutto lo spam che gli spot ci sput addoss...). Ho messo in piedi un server che reindrizza il tutto il traffico sulla mitica 80, la sempre aperta, l'ultimo baluardo di libertà e l'ultima ancora di salvezza. Credo che ci scriverò su un libro prima o poi, lo intitolerei: "Il mondo attarverso la porta 80".
29 maggio

Persone

Persone… tutte intorno a me. Bravi compagni di viaggio, fugaci comparse nel palcoscenico del mondo, tutti così diversi, ognuno con una storia da raccontare. Avessi donato un sorriso per ognuno di loro, avessi rivolto un saluto a ciascuno…
Modi di fare, comportamenti, dettagli… in volo, in mare, seduti o in nave, ognuno con il proprio bagaglio, dentro la propria vita da raccontare. Gioie e dolori, rimpianti ed angosce, vita e occasioni, ce n’è x tutti i gusti. Se provo a guardarmi intorno e ad entrare nella mente di qualcuno scopro misteri e segreti di una persona a me familiare.
Rivedo un amico, un fratello, un collega e un amore, uno già trascorso ed uno ancora da venire. Compagni di viaggio… non siamo soli. Una parola, uno sguardo, un sorriso un rumore, dovunque intorno quello strano amore. L’assenza di odio, la voglia di amare, cambiare e salpare, dovunque scherzare, ballare con loro, intorno ed altrove, amici, compagni, insomma… persone.

12 maggio

Dedicato a te...

Avete mai visto il dolore negli occhi di una persona?
Avete mai ascoltato il dolore raccontato dalla voce di una bambina?
Avete mai abbracciato una ragazza che soffre sentendo che quel gesto non allevia e non aiuta chi vi parla di orrori sconosciuti?
Avete mai annusato il suo dolce profumo che entra a lacerarvi il cuore?
Avete mai assaporato l'umiliazione di sentirvi fortunati?
10 maggio

Come sulle montagne russe...

Alzi la mano chi alcuni giorni non si sente così. Sballottolato fra alti e bassi d'umore, schiacciato sul pavimento stile acaro di polvere o sparato al settimo cielo versione "apollo 13".. beh forse meno sfigato. Ad ogni modo sono sicuro che vi è capitato e non so voi ma quando mi sento così è proprio dura... se non sapessi che è possibile giurerei di avere il  ciclo...
 
Forse la chiave del probelma è da ricercare nel lavoro. Già, il lavoro. Mio giovane collega/amico/coetaneo, tu che pur di lavorare sei partito ed hai lasaciato tutto ciò che di più caro avevi, tu che in queste elezioni hai scelto di votare da una parte piuttosto che da un'altra soltanto per la speranza che le cose potessero sistemarsi, tu che non rinunci a niente pur di "occuparti", e di tutto ti occupi consapevole però che un lavoro non è, come stai? Stringi i denti, ti guardi in giro ed al "mal comune mezzo gaudio" che ti ruota torno tenti di resistere cercando un senso o solo una possibilità. Fino a quando? Fino a quando riuscirai a sopportare questo senso di impotenza? No, non sei incapace e la sfortuna non c'entra. Vuoi sapere una cosa? Dalla fine della 2° Grande Guerra la nostra civiltà ha visto una continua crescita ed una continua miglioria del tenore di vita delle nuve generazioni nei confronti delle vecchie. I figli stavano progressivamente meglio dei genitori.. questo fino ad oggi. Italia, 2006, per la prima volta nella storia del secolo le nuove generazioni stanno peggio dei loro padri. Ammettiamolo: ci hanno fregato! Loro che hanno fatto il '68, loro che tutto sanno ed a cui niente chiediamo ci hanno profondamente battuto. Oh non è mica una gara con loro, ci mancherebbe, ma tant'è, siamo fregati.
 
- Come si può ribaltare la situazione? - Dici che c'è un rimedio? -
 
Il lavoro fisso non esiste. Altro che non esiste fratello, di questo passo sarà quotato in borsa colui che ne avrà uno. E comunque smettiamola di sentirci sfigati! Il 60% (si, sono un inguaribile ottimista) delle persone che possiedono un posto fisso ed indeterminato non possono più nemmeno sedersi alla scrivania per via delle emorroidi che il calcio in culo del politico di turno gli ha procurato! Vai allora con i lavoratori a progetto. Pro-getto vorrai dire. Cioè dopo aver pagato 4 soldi ad un poveraccio (soldi che in parte avrà speso per pagare la benzina) lo getto subito da dove l'ho pescato con un bel calcio nella zona buia in fondo alla schiena. Insomma come avrete capito quella parte del corpo è la più esposta della nostra generazione. A proposito di nuova generazione, culi ed esposizioni. Per i quindicenni in ascolto, le mutande vanno SOTTO i jeans e questi ultimi si allacciano alla vita. Senza offesa, ma a me di passeggiare per strada ammirando i vostri deretani bianchicci non è che freghi molto...

Ma passiamo ora agli intraprendenti, o pirla se preferite (me compreso) che scelgono la
strada dell'indipendenza, se pur con qualche anno di ritardo sull'italia. Il lvoro autonomo! Si, ti gestisci il lavoro, gli orari e non hai capi a cui dar conto ma anche qui qualche piccolo e secondario problema esiste. Convincere la gente a pagarti per qualcosa che fai. Gesù ho visto persone inventarsi lavori assurdi ed a napoli (città che se convogliasse lo stesso estro creativo che ha per le stronzate in cose utili, sarebbe il nuovo polo tecnologico della NASA) ho visto persino gente che ha fondato una azienda che vende idee per nuovi lavori!! Senza contare le tasse, le polizze, l'iva, l'inps, l'irpef, l'irap, il sigh, il gulp, il gasp ed il vaff...
No, nemmeno l'autonomo ofrre grandi spunti.
 
- Ma allora come si può ribaltare la situazione? - Dici che c'è un rimedio? -
[Recidivi eh?]
 
Non lo so, non sono Nostradamus e nemmeno la Montessori (si ma basta ora con la storia del ciclo, eh?), però posso comunque azzardare un mio personalissimo parere. Forse non è il caso di scoraggiarsi del tutto, forse la fortuna c'entra ma mi piace ancora credere che siamo in un mondo in cui non tutti sono lobotomizzati dalla TV. Voglio ancora credere che esista un pò di meritocrazia, e che l'ingegno e l'astuzia delle persone vada oltre il lassismo e lo scoraggiamento. Forse non dobbiamo cullarci del nostro mal comune, ma
iniziare ad apprendere proprio da loro che ci hanno fregato. I nostri genitori. Ascoltarli, seguirli, e sopratutto la cosa più difficile: imparare! Con questa nuova arma nella manica non ci rimane altro da fare che "cambiare il nostro punto di vista" e forse la ripartenza avrà inizio. Cosa voglio dire? Tempo fa dissi ad un mio amico che ero stanco di fare il lavoratore autonomo; troppo stress, orari assurdi, nessuna garanzia, la concorrenza, molta fatica ed un sacco di cazzi in testa. Lui, lavoratore dipendente, mi ha risposto che era stanco del suo capo, dei colleghi stronzi, degli ordini dall'alto e che per questo prendeva un sacco di cazzi in culo. I cazzi ci sono sempre, è solo questione di dove prenderli...
 
Punti di vista amici, punti di vista... coraggio quindi! Diamo una spinta alla nostra egenerazione, mandiamo a casa i politici burocrati e lasciamo quelli che credono in noi (esistono fratello esistono), apriamoci le porte dell'occupazione e fondiamo milioni di società, in una parola: progrediamo! Tutti con la busta paga in una mano e la preparazione H nell'altra...
04 maggio

Inc0mpRr_ENZ_sio*ne

Nella mia vita non c'è posto per due cose: il matrimonio e l'incomprensione. Sorvolando sul fatto che spesso il primo è la conseguenza del secondo, vorrei farvi riflettere su questa cosa; quante volte vi capita di fare azioni o dire cose con uno scopo ben preciso, sicuri di aver fatto del vostro meglio per essere stati chiari e nonostante tutto venire fraintesi!
Eppure non capita con tutti; gli amici ti capiscono, i colleghi a lavoro pure, a casa (con le dovute eccezioni - si sa i familiari sono convinti d'essere telepati e per tanto non nencessitano di dialogo) dicevo a casa nessun problema ma lei.... aaahh lei... con lei non c'è speranza! Meglio metterci una pietra sopra tanto non hai scampo. Puoi andarci munito di proiettore, PC e slide Power Point, lavagna e gesso, sussidiario delle scuole medie e pongo (per le rappresentazioni 3D più intense), ma sarà tutto inutile! La tua pazienza sarà messa alla prova. Scoprirai di avere molte cose in comune con il Dalai Lama, benchè tu 7 anni li hai passati solo alle superiori. La tua testa si domanderà se non sia giunta l'ora di arruolarsi a Scotland Yard, dato che inizi a comprendere la mente dei serial killer e le motivazioni da cui traggono spunto e intanto capirai perchè Pellizzari, sposato, riesce a trattenere il fiato per 5 minuti!!
Lei... non hai speranza, tutto ciò che è bianco improvvisamente diventa nero e tutto ciò che è nero si trasforma in verde. Tenti quindi di capire se c'è un algoritmo matematico che possa giustificare tutto questo e giochi d'astuzia. Dici verde così recepisce bianco ed il gioco è fatto! Ma no! Verde diventa fucsia... fucsia, viola... viola, grigio! Fin quando non ti arrendi comprendendo che l'unica similitudine che puoi fare è con le scale di Hogwarts.
 
Eppure è semplice, coraggio proviamoci:   Si=Si    No=No
Visto? E' quasi intuitivo.
 
Il massimo però lo si raggiunge a questo punto, quando lei ti mette in bocca cose che tu non hai MAI nemmeno pensato:
Lei: "Ah si?! Ma allora perchè dici A, B e C se vuoi dire X Y e Z?"
Tu: (uscendo la calcoltrice scientifica dalla tasca sicuro di te): Ma quando avrei detto tutto questo?!?!.... Dici che l'ho detto? (non più tanto sicuro di te)...
 
Insomma alla fine passi ore ed ore a spiegare quello che avresti voluto dire se lei non ti avesse interrotto nel momento in cui tu stavi per, prima che lei capisse che invece di, certo che però... e torni la sera a casa con un senso di vuoto talmente vasto da essere una contraddizione! Hai sprecato una serata che avresti potuto passare al cinema, in pizzeria, a ridere (non continuo solo per rispetto a me stesso) per... "chiarirti", per dissipare ogni dubbio, per tagliare via ogni insinuazione. Ma mentre percorri la strda di casa, finalmente solo con i tuoi pensieri, un sospiro di sollievo che scappa via, non puoi fare a meno di chiederti una cosa: "ma ne vale veramente la pena?"
24 aprile

Il giorno mio

Parliamoci chiaro, non è che gni intervento nel blog debba necessariamente essere un intervento "da blog". Cioè, non è che dobbiate aspettarvi sempre qualcosa di profondo. Poi da me... questo limiterebbe la partecipazione ai pensieri qui presenti alle sole volte in cui ci si sente ispirati e, non so voi, ma la sera quando si torna a casa, stanchi, con mille pensieri in testa, sospesi fra "il fatto odierno" ed il "da farsi" futuro, dopo una cena mangiata ma non assaporata, io credo che ci sia ben poco da sentirsi ispirati! E poi ho scoperto che la mia ispirazione deriva dai testicoli... più girano e più mi vien voglia di scrivere! Talvolta girano così vorticosamente che potrei riscrivere la divina commedia (paradiso, purgatorio ed inferno naturalmente) per non parlare del vento che producono! Dovrei contattare la Delonghi... magari ci vien fuori un nuovo modello di pinguino...
 
Ad ogni modo oggi per un attimo ho pensato a Maurizio. Maurizio è un collega conosciuto durante un lavoro in sardegna; 2 settimane fianco a fianco lavorando per mamma RAI cercando di consegnare tutto il più in fretta possibile. E' un ragazzo in gamba ma non è questo che mi ha colpito di lui. Maurizio ha una fissa, una specie di rito scaramantico: una volta l'anno, il 22 aprile, senza un perchè, senza una ragione, si dedica completamente, esculsivamente a se stesso e non perchè debba far qualcosa o abbia bisogno di spazi per se stesso. No. Ha semplicemente sentito che il 22 aprile è "il giorno suo", il giorno in cui Maurizio fa il punto della situazione con se stesso.
Beh Maurizio, mi auguro che tu l'abbia trascorso come ti eri programmato e ti ringrazio per avermi fatto pensare ad una cosa: se dedicassimo un giorno a noi stessi, se ci fermassimo a ragionare su che cosa stiamo facendo, se è giusto o sbagliato, se ne vale la pena o no invece che rincorrerci senza tregua pur di tenerci impegnati per sentirci vivi, forse riusciremmo ad assaporare meglio di che pasta siamo fatti e di che pasta sono tutti coloro i quali ci circondano... son sicuro che avremmo tutti un buon sapore di comprensione!
Saluti
 
Ah, oggi mi girano!
19 aprile

Inizio

I Blog si sa si scrivono di notte...
e sono solo le 21.20 ancora. Potrei chiamare in causa il sonno che da stamane quando ho aperto gli occhi non mi ha abbandonato, così come potrei sostenere che ho la testa troppo frastornata dall'esecuzione di rulli, incastri, paradiddle e sincope che ho suonato fino ad ora, ma a che servirebbe?
E' abbastanza notte per me per ipotizzare di scrivere le prime righe di un blog che, so già, non porterò avanti con sufficente costanza. E' come il primo dell'anno in cui ognuno di noi si promette impegni: "Quest'anno mi iscrivo in palestra e la porto fino in fondo" - "Stavolta mi do almeno 6 materie" - "Eh si, da domani comincio la dieta e guai se sgarro"...
Io no. Comincio per il gusto di iniziare una pagina nuova, con la consapevolezza che la rileggerò fra 3 o 4 anni e mi farà impressione vedere come pirla ero e pirla sarò rimasto. Ma mi emozionerò e forse commuoverò, se la vita sarà stata tanto buona con me da lasciarmi ancora la capcità di farlo, riassaporando le sensazioni di queste 21.20 ancora troppo presto...
 
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